Come si cura una piaga da decubito
Provo a immaginare il momento di panico quando, cambiando il pannolone, hai notato dietro al sedere del tuo caro una ferita (piuttosto che ai talloni, etc...). Eppure la crema la metti sempre, e ora che fai? Vai in farmacia e molto probabilmente ne uscirai con un flacone di Betadine e le miracolose garze di connettivina. Fai come ti dicono, ma la ferita non guarisce, anzi peggiora. Nella disperazione vai su Google e scrivi: "Come si cura una piaga da decubito", e tra i vari risultati, eccoti qui.
Disclaimer
Ti guiderò in questo articolo ad orientarti sul mondo del wound care, ma non ho la pretesa che con un breve articolo possa infonderti un sapere che è stato per me frutto di un master universitario, svariate partecipazioni a congressi nazionali, e contatti diretti con le aziende che producono medicazioni. Qui scoprirai principalmente cosa non fare e come rimuovere la causa che ha determinato la piaga. Per orientarti attraverso il TIME e identificare le medicazioni da privilegiare in base alla fase in cui si trova la lesione, troverai un articolo dedicato nel mio blog.
Regola n° 1: Togliere la causa che ha determinato la ferita.
In commercio esiste un ventaglio di medicazioni veramente ampio, e molte di esse sono veramente efficaci, e abbastanza costose. Ebbene, ti condivido un "segreto": le medicazioni, seppur avanzate, non sono magiche. Una buona medicazione non fa altro che favorire un processo che, di per sé, è naturale. Ma se alla base la causa che ha determinato la ferita non viene rimossa, non otterrai alcun risultato, se non quello di aver perso tempo e denaro.
In questo articolo parliamo di piaghe da decubito, oggi più propriamente chiamate lesioni da pressione, e la causa alla base è, appunto, la pressione esercitata da una superficie sulle prominenze ossee. Che vuol dire? Che una persona allettata, che non riesca frequentemente a variare la postura autonomamente, avrà i vasi sanguigni compressi tra il materasso e le sue ossa. Se il sangue non circola regolarmente, ecco che si verifica il danno da pressione. Ma non pensiamo al caso più estremo di una persona di grande peso (anche perché il peso ridotto rende più probabile l'insorgenza di una ferita da pressione), infatti anche il peso di un lenzuolo, esercitato costantemente sulla punta degli alluci, può determinare una lesione da pressione. Bastano poche ore per determinare l'insorgenza di una lesione da pressione.
Regola n° 2: Osserva la ferita e diventa un detective
Le ferite parlano. Una ferita sul trocantere (sul fianco), suggerisce che il tuo caro passa la maggior parte del tempo su un fianco. Una ferita sugli alluci, in una persona allettata, che le lenzuola premono su di essi e che la persona non riesca a muovere frequentemente i piedi. Una ferita sul sacro, che passa la maggior parte del tempo supina (a pancia in su), etc... Fatta la grande premessa che ti invito a leggere anche l'articolo sulle dermatiti associate all'incontinenza, e quello sul TIME, la domanda che ci deve guidare è: cosa ha determinato l'insorgenza della ferita? Cosa posso fare per rimuovere la causa scatenante?
Regola n° 3: Superficie antidecubito E mobilizzazione, le due cose sono entrambe indispensabili.
Per contrastare quel danno ischemico a cui facevo riferimento prima, il nostro corpo in modo del tutto involontario cambia in modo impercettibile posizione, anche la notte, centinaia di volte. Chi non ha questa facoltà, necessita dell'aiuto di qualcuno, per variare postura, possibilmente ogni 2-3 ore. Passare dal lato sinistro al lato destro, alla posizione supina. Ogni variazione posturale determina il ripristino della corretta circolazione sanguigna, e quindi i tessuti tornano a respirare. Se la persona è in grado di stare su una sedia, ma a casa fai fatica a spostarla da solo, un sollevatore (esistono anche modelli che sollevano una persona da seduta) ti aiuterebbe in questo compito.
E poi ci sono le superfici antidecubito, dai cuscini per la sedia, ai sovramaterassi, a materassi veri e propri. Qui sarò politicamente scorretto. I sovramaterassi a bolle d'aria non sono efficaci, fanno sudare, e solitamente quando entro in casa di un nuovo paziente, è frequente trovarli smontati a causa della scomodità e della rumorosità. Sì, perché i materassi sono rumorosi: funzionano grazie ad un motore che alterna a cicli temporali la pressione dei vari moduli, facendo una sorta di massaggio che favorisce la circolazione. Non tutti riescono a tollerare questa tipologia di presidi, ma esiste un brevetto britannico di un'azienda che costruisce materassi anche senza motore. In questo articolo non è mia intenzione entrare nel commerciale, ma tengo a darTi una visione di insieme che possa aiutarti a trovare con il tuo medico curante la soluzione più adatta. Qualora avessi bisogno di più aiuto, puoi comunque contattarmi e spiegarmi la tua situazione.
Solo un appunto ancora sui materassi vs sovramaterassi. Pur essendo i materassi più comodi ed efficaci, devo farti presente che nella maggior parte dei modelli, se salta la corrente nel giro di poco tempo il materasso si sgonfierà. Con i sovramaterassi una volta sgonfi la caduta sarà sul materasso sottostante, non sulle doghe del letto.
Regola n° 4: Alimentazione e idratazione non sono optional
Ricorda sempre una cosa fondamentale: le ferite guariscono dall'interno verso l'esterno. Un corpo disidratato e denutrito non avrà mai a disposizione i "mattoni" necessari per ricostruire i tessuti, a prescindere da quanto sia costosa e avanzata la medicazione che applichi. È vitale garantire un adeguato apporto di liquidi e, soprattutto, di proteine. Ti invito caldamente a confrontarti con il tuo medico curante: spetta a lui la valutazione, ma chiedi esplicitamente se sia il caso di inserire in terapia un integratore proteico specifico per supportare la guarigione della lesione.
Regola n° 5: Le complicazioni non si gestiscono con l'IA
Anche facendo tutto il possibile, devi sapere quando la situazione richiede l'intervento di un professionista. Ci sono dei chiari campanelli d'allarme che devono farti fermare tutto e chiamare il medico. Se noti un cattivo odore persistente (che rimane anche dopo aver deterso la piaga), presenza di pus, se la pelle intorno alla ferita è molto rossa, gonfia e calda al tatto, o se il tuo caro presenta febbre senza altre cause apparenti, potresti trovarti di fronte a un'infezione. In questi casi, non si improvvisa.
Regola n° 6: Cosa NON fare, esempi pratici.
Sulle lesioni non usare alcol, e non usare Betadine. Non usare creme antibiotiche. Non lo dico io, lo dicono le linee guida dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità). "E allora con cosa la pulisco?" Ti starai chiedendo. Utilizza la semplice soluzione fisiologica oppure, ancora meglio, affidati a soluzioni specifiche studiate per la detersione avanzata come Microdacyn o Granudacyn.
Se noti una zona della pelle del tuo caro solo arrossata (un eritema che non diventa bianco se ci premi il dito sopra), NON massaggiarla per nessun motivo! Molti pensano di fare bene per "riattivare la circolazione", ma la verità è che massaggiando un tessuto che è già in forte sofferenza ischemica non farai altro che distruggerlo, accelerando drasticamente la formazione della piaga.
Non usare ciambelle sotto il sedere, peggiorano la circolazione ancora di più!
Non mettere asciugamani sotto i polpacci, peggiorano la circolazione. I talloni necessitano di quello che in gergo si chiama scarico totale: devono letteralmente fluttuare nel vuoto, senza sfiorare minimamente il letto. Per ottenere questo risultato senza creare danni in altre zone della gamba, esistono presidi specifici come stivaletti o cuscini posizionatori studiati appositamente per sollevare il tallone in totale sicurezza.
Il vello di pecora non è una superficie antidecubito, ma sicuramente ti scalda.
Forse alcuni di questi punti ti lasceranno sconcertato, perché li troverai in vendita, e magari ti avranno dato consiglio in ospedale. Ma ti confido, in onestà, anche io rimango sconcertato proprio per gli stessi motivi.
Spero di averti dato un po' di luce nel caos della gestione di una piaga da decubito. Se però ti senti ancora in difficoltà e hai bisogno di un aiuto su misura, contattami senza impegno. Ascolterò la tua storia e capiremo insieme quale strada percorrere.
